Cosa non è il Design
Organico
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Il
Design Organico non è fare una poltrona a forma di fiore, o un
posacenere a forma di gatto. Non è fare un menage a forma di frutta o
un mouse per computer a forma di topo. Il Design Organico non è fare
oggetti di dubbio gusto, impossibili da inserire in qualunque ambiente,
al solo scopo di stupire e di far parlare di se.
Il Design Organico non è nemmeno fare divani imbottiti coi cartocci
delle pannocchie e rivestiti con foglie di palma. Non è fare vassoi con
la corteccia degli alberi o portacandele con i ricci delle castagne
perchè oggi è di moda il design "bio". Il Design Organico è qualcosa di
più, molto di più ...
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Un
esempio, per me esplicativo, è questo oggetto. Indubbiamente una
splendida lampada, concepita da un grande maestro del Design Organico.
Mi riferisco alla lampada Heron, creata per Luxo Italiana da Isao Hosoe
nel 1994. Si tratta di un oggetto dal design inconfondibile, di grande
eleganza formale, stilisticamente semplice, in grado di combinare
magicamente estetica e funzionalità. La lampada rappresenta
inequivocabilmente un airone, ed infatti lo dice il nome stesso.
Tuttavia, ritengo che il processo di stilizzazione e semplificazione
dell'animale, l'airone appunto, abbia fatto si che il risultato del
processo creativo sia, in ultimo, al di fuori di ciò che viene chiamato
Design Organico. Il Design Organico deve avere come risultante un
oggetto le cui forme siano tali da ritenere che si sia prodotto per
accrescimento, e non tramite lavorazione meccanica ed assemblaggio. In
altre parole direi che la lampada Heron è sì ispirata alla natura, ma
allo stesso modo in cui l'elicottero si ispira alla libellula, ossia si
tratta di una robotizzazione del elemento di partenza ed io non ritengo
appropriato che questo venga definito Design Organico.
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Cosa è il Design
Organico
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Che
cos'è, dunque, il Design Organico? Per capire a fondo cosa sia il
Design Organico, nell'accezione più moderna del termine, bisogna capire
come funziona la Natura partendo dal gradino più basso, ossia a livello
microscopico. La materia si plasma, in Natura, tramite l'aggregazione
di particelle molto piccole che si "aggrappano" le une alle altre per
formare un organismo, o un composto, più grande. Questo avviene a
partire dai protoni e neutroni che compongono l'atomo, dagli atomi che
compongono le molecole, dalle molecole che compongono le proteine,
dalle proteine che compongono le cellule, dalle cellule che arrivano a
comporre organismi molto più complessi. L'aggregazione di queste
piccole componenti segue uno schema geometrico ben preciso e vi è,
infatti, una struttura ordinata alla base di ogni materia.
L'accrescimento di un organismo, però, pur seguendo le regole precise
che la struttura cellulare impone, avviene in modi e direzioni casuali
in base a moltissimi fattori esterni che ne influenzano l'andamento.
L'unione di ordine rigoroso e casualità crea quelle forme meravigliose,
eleganti e sinuose (organiche appunto) che vediamo in natura. Si pensi
ai tronchi degli alberi o ai coralli, ma anche a oggetti inanimati come
i cristalli, le rocce, le mille forme del ghiaccio o le stalattiti in
una grotta.
Il
designer che abbia l'ardire di volersi cimentare in un design di tipo
organico dovrà, quindi, ragionare allo stesso modo, ossia concepire
l'oggetto che sta progettando come se si trattasse di una struttura
unica e non composta di singole parti assemblate insieme. In natura
l'assemblaggio non esiste, esiste la fusione e la coesistenza di
materie differenti, ma che sono sempre unite insieme in modo armonioso
poichè hanno deciso di condividere i propri spazi. La forma
dell'oggetto progettato dovrà, quindi, rispettare il concetto di
struttura ordinata e di casualità di cui si parlava, come se fosse un
oggetto prodotto dalla Natura stessa. Per fortuna, per fare ciò, non
serve inventarsi nulla ma basta guardarsi attorno, cercare di capire
ciò che in Natura già esiste, e trarne ispirazione. La parte difficile
nel lavoro del designer è, invece, quella di risolvere progettualmente
queste caratteristiche del prodotto, che spesso si scontrano con le
regole della produzione industriale e con la specifica funzione che
l'oggetto dovrà poi avere. Infatti non possiamo dimenticare che, quando
parliamo di design industriale, la funzione, l'innovazione e, molto
spesso, l'ergonomia
sono aspetti fondamentali che non possono essere messi in secondo
piano. Il design senza funzione si può chiamare scultura, si può
chiamare sperimentazione, ma non si può chiamare design.
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